22 nov 2009

Qualità Dvd

l supporti economici non offrono la stessa qualità di quelli di marca. Sarà vero? Ecco cosa abbiamo verificato.
Masterizzare è diventata quasi una moda, dovuta probabilmente al costo contenuto dei supporti e a prezzo bassissimo dei masterizzatori. Ogni giorno, quindi, è un continuo masterizzare: le foto e i filmati delle vacanze, i documenti creati in ufficio, le centinaia di file scaricati da Internet. Copiati
tutti i file più preziosi su DVD ci sentiamo tranquilli, pensando che tali dati siano protetti da guasti del PC e dell'hard disk, usura e maltrattamenti vari. Ma siamo proprio certi di ciò? Vista la relativa giovinezza dei supporti DVD, almeno nella diffusione di massa, forse nessuno sa ancora con certezza come resistono al tempo i supporti masterizzati in casa e anche quelli acquistati. E dalle prime esperienze i risultati non sono sempre incoraggianti. Niente paura, però: la vita di un DVD può essere prolungata di decenni, masterizzando il supporto in modo corretto, conservandolo e utilizzandolo con le dovute precauzroni e scegliendo il disco di qualità. In questa guida cercheremo proprio di scoprire come scegliere i DVD migliori, per durata e compatibilità, che non sempre sono quelli dal costo più elevato.
I DVD registrabili, quelli che normalmente masterízziamo con il nostro PC, sono formati da vari layer (strati): un sottile foglio sul quale si stampa l'etichetta, uno strato protettivo di resina acrilica
spesso 100 Um (0,1 mm), uno di materiale riflettente (generalmente dorato o argentato), uno strato di materiale organico colorato, chiamato Dye, e lo strato più in basso, realizzato in policarbonato (una materia plastica). Il colore del disco, dato dall'associazione del materiale riflettente e di quello organico (che può essere realizzato con composti come la ftalocianina, ftalocianina avanzata, cianina, azo, formazan), varia dal verde all'azzurro, al giallo e al violaceo, distinguendo in questo modo i vari tipi di DVD disponibili sul mercato. Lo strato organico è la parte del disco in cui il laser del masterízzatore "scrive" i dati: la qualità del supporto masterizzato, quindi, dipende principalmente da questo strato, che influenza anche la durata del DVD e la sua compatibilità con altre unità ottiche come i lettori da tavolo. Come prima indicazione possiamo dire che solitamente i DVD di colore azzurro sono quelli che offrono le migliori performance in termini di durata e compatibilità, mentre i dischi di colore giallo dorato, il cui strato organico è realizzato in ftalocianina, appartengono alla fascia di supporti più economici. La valutazione di un supporto, però, non è così immediata: esistono DVD economici che a volte offrono performance migliori di quelli più costosi, in base all'unità che si usa per la masterizzazione e al tipo di utilizzo del DVD (dati, video, musica ecc.). La scelta del supporto migliore deve quindi essere effettuata in base al proprio masterizzatore e all'uso che si farà del disco una volta masterizzato. I supporti commerciali, invece, hanno sempre un colore argento perché questi non vengono masterizzati
ma sono stampati a partire da un "master", cioè una vera e propria sorta di stampo tipografico, incidendo i dati direttamente sullo strato di policarbonato e non su quello organico, che non è presente su questi dischi. Le caratteristiche dei supporti stampati, quindi, garantiscono in linea di principio massima durata e migliore compatibilità rispetto a quelli masterizzabili.
Ma come avviene la masterizzazione del DVD (o, analogamente, di un supporto CD)? Dopo aver visto com'è fatto un disco,  è semplice immaginare come possano essere scritti i dati sulla sua superficie: il laser del masterizzatore ad alta potertza,  capace di produrre un punto di luce  di dimensioni microscopiche, incide  sullo strato organico una sequenza di punti che rappresentano i bit dei dati. Se il materiale organico o gli altri strati, quello protettivo e quello riflettente, si rovinano a seguito dell'usura o del passare del tempo oppure il primo non viene scritto correttamente, l'unità ottica di lettura potrebbe non essere in grado di riconoscere molti punti impressi sullo strato organico, introducendo errori nei dati recuperati. È bene specificare, comunque, che la presenza di un certo numero di errori nella scrittura e lettura di un DVD è una naturale conseguenza del processo di masterizzazione. I problemi sorgono quando si superano alcune soglie. Il numero di errori, la costanza della velocità di scrittura dei dati, il corretto riempimento del buffer (una porzione di memoria in cui vengono posti i dati da inviare al masterizzatore per fare in modo che la scrittura non subisca interruzioni) e il basso utilizzo della CPU, sono fattori che ricoprono un ruolo importante durante la scrittura di un disco e possono essere analizzati per mezzo di applicazioni come Nero DVD Speed che misurano la qualità di
un supporto, dalla quale dipende la sua durata e la compatibilità con unità ottiche di vario tipo: un disco che viene masterizzato con pochi errori e senza "picchi" nella velocità di scrittura può essere letto senza problemi anche da unità vecchie o di scarsa qualità. La sua "durata', inoltre, sarà di molti anni perché la presenza di pochi errori indica quasi sempre che il laser ha potuto scrivere più a fondo lo strato organico, imprimendo tracce che dureranno nel tempo.
Sul Web esistono diverse applicazioni capaci di testare supporti e unità ottiche, ma forse nessuna è tanto completa quanto Nero DVD Speed. Il software consente di effettuare dei benchmark per
verificare le "performance" del supporto abbinato al masterizzatore, oppure di scrivere un disco (o simularne la creazione) per verificare il rendimento durante la masterizzazione reale. Uno dei tab
dell'applicazione consente di verificare la qualità del disco (il tab è chiamato proprio Qualità disco). Questo test offre i risultati più attendibili sulla bontà del supporto, indicando il numero di errori rilevati durante la masterizzazíone. Per effettuare questa prova, però, è necessario disporre di un ottimo masterizzatore, che fornisca risultati attendibili: BenQ e Lite-On sono quelli consigliati per effettuare un test di qualità; anche alcuni masterizzatori NEC e Pioneer possono eseguire il test ma i risultati non sono garantiti; le unità Plextor sono le migliori per eseguire questo test, ma purtroppo non sono supportate da CD-DVD Speed (per i masterizzatori Plextor è possibile utilizzare l'applicazione Plextools , realizzata dallo stesso produttore). Nelle nostre prove utllizzeremo il test Crea Disco di DVD Speed, effettuabile con qualsiasi masterizzatore, imparando ad interpretare i risultati per sapere se il supporto scelto è il compagno ideale per la nostra unità ottica. Per mettere davvero sotto torchio i supporti sarebbe opportuno effettuare i test alla velocità massima supportata dai dischi, quasi sempre la 16x, verificando il funzionamento dei DVD alle condizioni limite. Dato che il nostro scopo, però, è produrre masterizzazioni che offrano la massima compatibilità e durata nel tempo, abbiamo deciso di effettuare i test a bassa velocità (modalità che offre i migliori risultati), notando che in queste situazioni le performance dei DVD sono simili pur con alcune differenze. Se desideriamo invece masterizzare in un lampo i DVD possiamo ripetere i test impostando 16x nella casella Velocità: ma è bene sapere che scrivendo
a questa velocità la durata del disco tende a diminuire in maniera significativa.
A questo punto non dovrebbero esserci dubbi! Se si desidera produrre DVD che durino nel tempo e siano perfettamente leggibili da qualsiasi unità ottica è necessario scriverli a bassa velocità (massimo 6x), utllizzando il supporto che meglio si esprime con il nostro masterizzatore, facilmente individuabile con i test di DVD Speed. Per essere davvero sicuri della qualità di un disco, prima di acquistarne un intero pacco, la scelta migliore è quella di effettuare su un paio di supporti i test messi a disposizione dal software. Avremo così la certezza di fare un acquisto azzeccato. Importante poi non dimenticare la conservazione e manipolazione dei DVD: anche il supporto più scadente può resistere molti anni se conservato in una custodia, protetto dalla luce del sole e dagli sbalzi termici, manipolato senza toccare troppo la superficie inferiore e trattato con cura. E per dormire sonni tranquilli, sarebbe opportuno masterizzare nuovamente tutti i DVD ogni quattro o cinque anni (anche due o tre se si tratta di backup importanti), buttando via quelli vecchi!
I supporti riscrivibili, identificati dalla sigla RW, sono realizzati in modo simile agli altri DVD con la differenza dello strato organico, composto da argento, antimonio, tellurio e indio. L'utilizzo di tali materiali consente di modificare i dati sullo strato organico consentendo la "riscrittura" del disco. Lo
strato organico, inoltre, può essere riportato allo stato iniziale, cancellando tutti i dati per mezzo di una particolare taratura della potenza del laser. Attenzione però, i DVD-RW non hanno vita illimitata, permettendo in teoria più di 1000 scritture. Anche se poi nella realtà alcuni supporti consentono poco più di 100 riutilizzi. La costituzione dello strato organico, inoltre, non garantisce la stessa durata e sicurezza offerte dai normali DVD +/-R. Chi richiede massima durata eviti quindi i riscrivibili, consigliati per l'utilizzo quotidiano di copie di dati che non devono essere archiviati.
Grazie a Nero DVD Speed possiamo misurare la qualità dei supporti ottici per scegliere quelli più adatti alle nostre esigenze e compatibili con il masterizzatore. lmpariamo a leggere i risultati dei test.
Abbiamo un masterizzatore e vogliamo cimentarci nel test di alcuni supporti DVD?
In questo caso dobbiamo conoscere il significato di ognuna delle opzioni e dei risultati ottenuti con DVD Speed, così da poter valutare correttamente il livello qualitativo del supporto. La sezione più importante della sua interfaccia è Qualità disco, in cui sono indicati tutti i tipi di errori commessi
durante la lettura dei dati masterizzati sul supporto: nella casella Pl Errors sono riportati i valori medi, massimo e il numero totale dei PIE (Parity Inner Errors); la casella centrale, Pl Failures, indica i valori dei PIF (Parity Inner Failures); l'ultimo pannello mostra, come negli altri casi, i valori medi,
massimo e totale del Jitter,dato fornito solo con i masterizzatori che supportano questa funzione. Sotto la casella del Jitter è indicato  anche il numero di POF (Parity Outer Failures) rilevati durante il test. Ma qual è il significato di tali sigle e quanto contano i vari errori sulla qualità finale di un DVD? Innanzituno è bene sapere che in un disco i dati sono strutturati in gruppi chiamati blocchi ECC. Un blocco ECC è costituito da 208 righe e una riga è costituita da 182 byte. L’errore PIE si ha quando in una riga è presente almeno un byte di errore. Si possono dunque avere massimo 208 errori. ll PIF si ottiene invece quando su una riga vi sono 5 o più byte errati. È chiaro, quindi, che gli errori PIF influenzano maggiormente la qualità di una masterizzazione e non devono essere troppo elevati. Gli errori PlE, poi, possono diventare PIF a causa della degradazione del disco per
il tempo e l'usura. Gli errori, in base al tipo di masterizzatore utilizzato, possono essere classificati per singolo blocco ECC (Sum-1) o per un gruppo di otto blocchi ECC (Sum-8). Da queste considerazioni si possono ottenere dei limiti teorici per i due tipi di errori, che sono 280 a Sum1 e 1664 a Sum8. Nella realtà, però, anche con un numero inferiore di errori si avrebbero problemi nella lettura del disco. ll Jitter, infine, è un errore nell'interpretazione di un segnale digitale, in cui un valore 1 è rilevato come 0 o viceversa, causando errori PIE e aumentando il numero di PIF.

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