Dopo anni di guerre legali tra YouTube e Viacom, sono state pubblicate le loro memorie in modo da permettere al giudice di valutarne un giudizio.
YouTube si è detto giuridicamente immune da violazioni del diritto d’autore, anche se è consapevole di ospitare video tutelati da copyright nel suo sito di video-sharing.
YouTube accusa Viacom (il quale possiede anche MTV,BET e Paramount) di aver applicato una pratica di marketing (di nascosto) caricando suoi video su YouTube, migliaia di video richiamati nella causa.
Viacom pubblicamente si lamentava della presenza di tale video, contattando 18 agenzie di marketing, in modo da far apparire (i video) rubati, anche aprendo falsi account YouTube con email false. Venivano addirittura incaricate persone ad effettuare l’upload da computer non collegabili alla società.
Questa strategia è risultata ,poi, così efficace che la stessa Viacom non sia riuscita a distinguere i video caricati illecitamente e quelli per scopi promozionali. Chiedendo addirittura la rimozione di alcuni di essi, per poi riproporli.
Il processo è cominciato nel 2007 quando è stata la Viacom a denunciare YouTube, di visualizzare contenuti protetti da copyright per attirare visitatori. Secondo Viacom i contenuti sono stati caricati dai dipendenti stessi di YouTube.
I video in questione sono migliaia (62.637) visti milione di volte (oltre 500 milioni).Viacom inoltre ha presentato come prove, delle email scambiate tra i fondatori del sito (Steve Chen,Chad Hurley e Jawad Karim). Secondo Viacom queste email dovrebbero risultare una prova schiacciante per risolvere il caso, dimostrando i fondatori intendi nell’aggirare la questione dei diritti d’autore.
Una questione che insospettisce Viacom, è il successo ottenuto dal sito:
su YouTube ogni minuto vengono caricati 24 ore di filmati (il doppio rispetto a meno di due anni fa); ma nonostante le cifre impressionanti, sembra che Google non sia ancora riuscito a trovare un modello di business per i profitti.
Ma secondo Viacom l’obiettivo dei tre fondatori era quello di raggiungere notevole visibilità, in modo da poter rivendere il sito a milioni di dollari.
Per quanto riguarda le cosidette “email schiaccianti”, la questione è complicata in quanto Chad Hurley dice di aver perso il suo archivio di email e di non ricordare praticamente nulla (si è parlato di una “ripetuta amnesia”).
YouTube afferma che Viacom volesse acquistare il sito, che pochi mesi avrebbe denunciato per violazione dei diritti d’autore.
Viacom chiede di prendere in considerazione solo i fatti precedenti a maggio 2008. YouTube in quel periodo adottava il Content ID, un sistema di notifiche e segnalazioni per controllare la violazione dei diritti d’autore dei filmati caricati dai propri utenti. Viacom ,quindi, contesta il filtraggio dei contenuti adottato dal sito. E quì entra in gioco il DMCA (Digital Millenium Copyright Act, la legge americana sul copyright), il quale sembra garantire l’attuale funzionalità del sito YouTube.
YouTube afferma che il DMCA riconosce nei proprietari dei contenuti la possibilità di stabilire se un video è autorizzato o meno per essere ospitato su una determinata piattaforma online, e non i servizi come Youtube. Infatti le precedenti sentenze giudiziarie danno ragione a questa affermazione; sentenze in cui è stato ribadito che la piattaforma non è responsabile delle violazioni del diritto d’autore compiute dagli utenti.
21 mar 2010
YouTube contro Viacom
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