Sottili strati di materiale organico stanno per cambiare il nostro televisore.
Fino a pochi anni fa le nostre scrivanie erano occupate da giganteschi monitor CRT. Per non parlare dello spazio necessario per avere in salotto un televisore di dimensioni superiori a 40". Poi sono arrivati i Plasma, poco diffusi tra gli utilizzatori di PC, ed infine il "conquistatore" LCD; cioè i display a cristalli liquidi, che con le loro dimensioni ridottissime, i consumi contenuti e la migliore qualità delle immagini hanno in un batter d'occhio occupato il posto d'onore di fianco al nostro desktop. Ma oggi siamo alle porte di una nuova rivoluzione, quella degli OLED: display organici spessi pochi millimetri, flessibili e capaci di furzionare con pochissima energia. Insomma, l'invasione dei video sta per avere inizio.
Ma cosa sono e come funzionano queste "sottilette delle meraviglie? OLED significa letteralmente Organic Light Emitting Diode, cioè diodi organici in grado di emettere luce. Questa nuova tecnologia è basata su particelle organiche: in parole semplici, sfrutta elementi (polimeri e non) che hanno una struttura composta per lo più da carbonio, in grado di trasformare un impulso elettrico in luce direzionale (caratteristica che li accomuna ai LED). Queste particelle solitamente riescono ad emettere solo luce bianca, ma grazie a speciali trattamenti superficiali vengono rivestiti con sostanze elettroluminescenti: in questo modo, ciascun diodo è in grado di generare una luce colorata. In particolare, ciascuna particella può riprodurre uno dei colori primari, così come avviene su qualsiasi televisore: basta creare delle piccole celle di tre OLED per riprodurre un qualsiasi colore sommando i tre primari (RGB). La caratteristica di emettere luce propria consente, a differenza degli LCD, di costruire display sottilissimi in quanto non c'è più bisogno di lampade che illuminino il pannello. La particolare architettura OLED basata su strati di materiali molto più sottili contribuisce, inoltre, a contenere le dimensioni dei nuovi monitor (in meno di mezzo centimetro di spessore, avremo dispositivi in grado di riprodurre qualsiasi tipo d'immagine con un'eccellente qualità, sia in fatto di definizione sia di gamma cromatica dei colori).
Il primo di questi strati, trasparente, ha un ruolo protettivo e al contempo svolge la funzione di trasportare corrente agendo da anodo. Il secondo è formato a sua volta da tre strati di polimeri che permettono di ottenere i colori quando vengono attraversati da corrente elettrica. Infine, troviamo un terzo e ultimo strato riflettente il cui scopo è quello di concentrare la luce nella parte visibile del display. Questo avrà funzione di catodo e, assieme all'anodo, consentirà il passaggio di corrente tra i diversi elementi OLED.
I vantaggi della tecnologia OLED sono: il contenimento degli spazi, considerato che gli strati che formano i display sono infinitamente sottili; il risparmio energetico, tenuto conto che per attivare un pannello OLED basta un voltaggio più contenuto rispetto a quello necessario per un display LCD; e la capacità di riprodurre colori più vividi e di avere pannelli intellegibili anche in condizioni di luce estrema (luce diretta del sole o totale assenza di essa). Considerando questi vantaggi, la domanda immediata è: "Perché sono ancora così poco diffusi?
Innanzitutto perché il processo produttivo per realizzare display di grandi dimensioni è estremamente complesso e costoso. E poi perché queste particelle dopo poche decine di migliaia di ore perdono la capacità di emettere luce. Così, allo stato attuale delle cose, già dopo 3-4 anni di uso intenso di un monitor o di un TV OLED avremmo un netto decadimento della qualità dell'immagine. Proprio su questo punto si sta lavorando maggiormente: quando la vita di questi pannelli sarà pari a quella di un LCD, allora potranno conquistare il grande pubblico.
Altro vantaggio chiave per la diffusione di questa tecnologia sarà la possibilità di avere display flessibili e resistenti. Infatti, le particelle organiche sono in grado di lavorare anche sotto l'effetto di torsioni, riproducendo comunque immagini perfette. Sarà dunque possibile installare strati di OLED per fornire informazioni in tempo reale, praticamente ovunque. Potremo avere tastiere che cambiano in base all'applicazione utilizzata (grazie a piccoli display posizionati nei tasti); parabrezza delle auto farciti di informazioni (come quelli del cockpit dei moderni caccia militari); televisori ultrasottili fissati alle pareti (come comune carta da parati); e-book "plastici" aggiornabili collegandosi ad Internet, per essere poi ripiegati come comuni fogli di carta. Insomma, le applicazioni per questa nuova tecnologia sono davvero numerose e oltre a portare un'ondata di risparmio energetico, ci forniranno aiuto nelle attività quotidiane più comuni.
La data per l'arrivo "ufficiale" dell'OLED come tecnologia di largo consumo è stata stimata da quasi tutte le grandi case produttrici per il 2011. Ma già non mancano piccoli dispositivi che sfruttano display OLED, come i nuovi telefonini Nokia o Samsung e alcuni lettori multimediali portatili. Nel mondo dei pannelli di grandi dimensioni la situazione è più statica ,con il solo Sony XEL 1 a fare da precursore. Ha dimensioni ultra contenute, ma è riservato a pochi visto che con i suoi 11" costa
circa 4.000 euro. Il vero balzo verso il mondo OLED sarà spiccato solo quando i laboratori di ricerca avranno trovato la ricetta giusta per rendere questi dispositivi più duraturi nel tempo (rispetto alle attuali tecnologie). Non resta dunque che attendere: la nostra casa sarà illuminata da pareti OLED che all'occorrenza si trasformeranno in un maxi televisore; e la nostra auto ci assisterà nella guida proiettando sul parabrezza le informazioni necessarie, un pò come avviene
oggi nei videogame di guida o sui moderni caccia militari.
Grazie alla tecnologia OLED potremo ottenere display ad alta definizione più piccoli di una moneta da un Euro.
Le applicazioni per la tecnologia OLED sono pressoché infinite e in questo periodo le sperimentazioni superano spesso la fantasia. Cè chi usa display OLED attorno ad una tazza per avere ogni mattino un messaggio di buongiorno diverso chi invece pensa a utilizzi più pratici. Microsoft sta sperimentando Second Light, l'evoluzione di Surface: con questa nuova tecnologia basterà un piccolo foglio OLED per poter visualizzare informazioni multilivello su un monitor. ln pratica, uno speciale display rende visibili più informazioni contemporaneamente: le prime visualizzabili ad occhio nudo e le altre con visori OLED che "interpretano" le frequenze che noi non vediamo. Philips invece sta sperimentando l'utilizzo di materiali OLED per creare la carta elettronica, flessibile e "riciclabile" in quanto i contenuti potranno essere aggiornati permettendoci così di leggere quotidiani e riviste. E sempre Philips sta sviluppando le finestre OLED in grado di far passare la luce durante il giorno o di diventare opache per tutelare la nostra privacy. Inoltre, queste finestre alla sera possono diventare fonti luminose. Sembra quindi giunta l’ora di dire addio alle lampadine! Per non parlare dei futuri parabrezza delle automobili che saranno enormi display OLED e consentiranno di avere sempre sott’occhio le informazioni attualmente raccolte nel cruscotto. Oltre a permettere una guida fly-by-wire (simile a quanto avviene sugli aerei) con strumenti che ci forniranno dati in tempo reale analizzando il mondo che ci circonda. Insomma, tra qualche anno ne vedremo (è proprio il caso di dirlo) delle belle!
Finestre OLED
Display OLED come foglio di carta
A confronto un comune display LCD (sopra) e un telefonino OLED. La differenza di brillantezza dei colori è evidente.
24 ott 2009
OLED
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