20 dic 2009

Powerline

Ecco come utilizzare gli adattatori Powerline sfruttando la rete elettrica per far comunicare i PC e navigare su Internet.
Collegare un PC al modem (o router) ADSL quando non sono vicini può rivelarsi un'impresa ardua. Le pareti divisorie e i solai creano ostacoli fisici che devono essere superati con soluzioni più o meno invasive, come quella di bucare il muro e farvi passare un cavo Ethernet, la più efficace in termini di prestazioni e sicurezza ma anche la più complicata e costosa da realizzare. Altre volte basta dotarsi di router wireless e sfruttare così la trasmissione ad onde radio: se siamo fortunati
avremo solamente una perdita di qualità del segnale (che aumenta di pari passo con la distanza da coprire), ma più numerose saranno le pareti da dover passare e più questa soluzione diventerà inefficace, soprattutto in presenza di spesse pareti di cemento armato. È a questo punto che ci vengono in aiuto gli adattatori Powerline, piccoli apparecchi, semplicissimi da installare, che permettono di trasportare il segnale dati sfruttando la rete elettrica presente nelle nostre case. L’utilizzo di questo tipo di dispositivi non si limita alla sola navigazione Internet ma consente di collegare in LAN qualsiasi dispositivo dotato di interfaccia di rete. Ad ogni adattatore può essere collegato, ad esempio, un telefono VoIP oppure una webcam IP per realizzare un sistema di comunicazione interna o di videosorveglianza.
Il funzionamento degli adattatori Powerline è molto semplice. Essi non fanno altro che trasformare i dati trasmessi dal router o dal PC in segnali ad alta frequenza ed "iniettarli" lungo i cavi della nostra abitazione che normalmente portano la corrente elettrica. Basta collegare un secondo adattatore a qualsiasi presa elettrica dell'impianto domestico per convertire nuovamente i segnali
in dati e trasferirli al dispositivo collegato. Per creare una semplice rete con gli adattatori Powerline sono necessari dunque almeno due dispositivi, che aumentano man mano che cresce il numero
di apparecchiature che vogliamo collegare direttamente alla rete. In questo caso è sufficiente acquistare più adattatori aggiuntivi. C'è da segnalare che l'utilizzo di questi dispositivi è circoscritto a livello dell'utenza locale, ovvero nell'area gestita dal nostro contatore elettrico per intenderci, e non possono essere utilizzati sfruttando la fornitura di corrente elettrica per il collegamento diretto ad Internet, anche se in diverse zone d'Italia e d'Europa esiste una sperimentazione in questo campo.
I casi di impiego di questi prodotti sono i più disparati: si va dal semplice trasferimento di dati tra uno o più computer (fino ad un massimo teorico di 250 postazioni) a patto che questi siano collocati in un'area servita dalla stessa rete di corrente. Possono funzionare come punti di accesso
ad Internet, semplicemente collegando un adattatore a valle del router per poter diramare i dati nella rete elettrica domestica, ed essere successivamente prelevati mediante un altro adattatore collegato a sua volta ad un PC collocato in una qualsiasi altra stanza della casa. In ultimo possono essere utilizzati per estendere la portata del router wireless arginando il problema della perdita di potenza radio semplicemente veicolando il traffico dell'apparecchiatura non coperta da segnale sulla rete di corrente. Già da queste tre tipologie di utilizzo si nota come i dispositivi Powerline possano integrarsi senza problemi con apparecchiature di rete già preesistenti nella nostra abitazione. Proprio nell'ambito dell'integrazione domestica e dei piccoli uffici è stata istituita un'alleanza tra i principali costruttori di dispositivi Powerline denominata HomePlug Powerline Alliance, che definisce le specifiche necessarie a realizzare l'equivalente di una rete Ethernet attraverso il normale impianto elettrico di casa.
Le velocità di trasferimento dei dati dipendono dallo standard adottato dal dispositivo. Nel
corso degli anni sono stati sviluppati diversi standard di funzionamento che hanno permesso di raggiungere velocità sempre maggiori. Inizialmente gli adattatori Powerline usavano lo standard Homeplug 1.0, questo consentiva di raggiungere velocità pari a 14 Mbps, circa 3 o 4 megabit al secondo effettivi, un valore decisamente troppo basso per le attuali reti. Ecco perché in seguito si è sviluppato lo standard HomePlug 1.0.1 (Turbo) ancora oggi utilizzato, che ha permesso di raggiungere una velocità teorica di 85 Mbps, anche se nel reale utilizzo questa velocità si riduce a
30 Mbps. Resta un valore comunque abbastanza buono se il traffico della nostra rete è relativamente basso e non abbiamo pretese di streaming audio e video. Questo standard, anche se molto diffuso, non è però ufficialmente approvato dall'HomePlug Power Alliance. Infine sono stati implementati gli standard Home Plug AV e DSS2 con cui gli adattatori raggiungono la velocità teorica di 200 Mbps (ma realmente si arriva massimo a 140 Mbps), velocità più che buona per permettere la condivisione in rete di grosse moli di dati, come ad esempio video, navigando contemporaneamente in Internet.
Gli standard di funzionamento prevedono tutti adeguate tecnologie di cifratura per evitare le
intercettazioni dei nostri dati. Gli adattatori da 85 Mbps che utilizzano lo standard HomePlug
1.0.1 si avvalgono del cosiddetto algoritmo DES (Data Encryption Standard) a 56 bit, potenzialmente non sicuro a causa della lunghezza della chiave utilizzata per cifrare i messaggi. Tuttavia, ad oggi, non sono state segnalate violazioni su reti Powerline di questo tipo. Gli adattatori da 200 Mbps invece adoperano l'algoritmo AES (Advanced Encryption Standard) a 128 bit notevolmente più sicuro. Ovviamente invitiamo a modificare subito la password di default per evitare che chiunque collegasse un adattatore aggiuntivo alla nostra rete possa accedervi senza ostacoli.
Tra i vantaggi nell'utilizzo dei Powerline c'è la velocità di trasmissione, praticamente costante anche aumentando la distanza tra i dispositivi. È consigliabile collegare i dispositivi alla presa di corrente evitando ciabatte o doppie prese per non incorrere in rallentamenti nella trasmissione. I principali svantaggi invece sono relativi ai disturbi causati ai radioamatori, ma anche a tutti quei dispositivi
che nelle vicinanze ricevono segnali radio, come ad esempio i sintonizzatori FM. Nonostante i dispositivi prevedano filtri per evitare questo genere di disturbi, spesso le frequenze inviate sono
così elevate che le protezioni standard hanno scarsa efficacia.
La tecnologia Powerline ha avuto il suo iniziale sviluppo in ambito industriale e molti studi si sono concentrati sull'applicazione delle onde convogliate o PLC (Power Line Communication). Tra le varie appticazioni in cui ha trovato sviluppo e diffusione il sistema Powerline troviamo il contatore Enel dotato di telegestione, quelto di colore bianco che diversi anni fa ha fatto la comparsa nelle case di moltissimi itatiani. L’impiego delle onde convogliate su questo dispositivo ha reso possibile il monitoraggio istantaneo dei consumi e dei costi di ogni singolo utente, permettendo una maggiore
precisione nella fornitura di energia elettrica. Le informazioni che il contatore invia viaggiano su doppino in rame insieme alla corrente elettrica con velocità di 20 Mbps e sono successivamente raccolte nei concentratori presenti nelle cabine di distribuzione Enel. A questo punto dalla centrale operativa si gestisce il tutto accedendo al sistema centrate che raccoglie ed invia i dati a tutti i concentratori.

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