In un mondo che continua a ricercare l'elevata qualità fotografica, un vecchio formato come TIFF ha ancora motivo di esistere.
TIFF, acronimo di Tagged lmage File Format, è un formato grafico bitmap inizialmente sviluppato dalla Aldus Corporation e ora proprietà di Adobe. Nato quando i display erano in grado di visualizzare ben pochi colori, il formato TIFF ha saputo ritagliarsi una sua fetta di mercato nel settore della digitalizzazione di documenti cartacei: acquisiti in dimensioni ridotte (200 pixel per pollice, per esempio) e in bianco/nero, i file risultanti richiedono pochissimo spazio per essere archiviati su disco, mantenendo comunque un'elevata leggibilità. Il formato viene apprezzato anche
da fotografi e grafici professionisti per la rappresentazione di immagini perché, a differenza di altri formati come PNG o JPEG, non comprime il suo contenuto, garantendo quindi un risultato finale di eccellente qualità. È vero che in questo modo vengono generate immagini dalle dimensioni ragguardevoli, ma ciò non rappresenta un problema, visto che il formato prevede comunque la possibilità di comprimere i dati in formato ZIP o LZW. Anche se i due algoritmi operano con modalità diverse tra loro, entrambi condividono una caratteristica fondamentale: la loro compressione mantiene inalterata la qualità dell'immagine. Formati grafici come JPEG o PNG riducono le informazioni sui pixel da visualizzare accorpando quelli simili (generando, nei casi più estremi, vistosi artefatti) e modificando quindi l'immagine in maniera irreversibile. Il formato TIFF, al
contrario, applica una compressione lossless e cioè senza perdita di qualità.
Un altro asso nella manica del formato TIFF è rappresentato dalla possibilità di inserire, all'interno di un singolo file .tiff, più immagini (o pagine, nel caso di digitalizzazione di un documento). Questa caratteristica è molto apprezzata soprattutto dagli appassionati di fotoritocco: utilizzando software come Photoshop, ad esempio, è possibile creare immagini su più livelli in modo da apportare tutte le modifiche necessarie ed eventualmente avere sempre la possibilità di tornare
sui propri passi. Uno dei punti deboli del formato TIFF è però rappresentato proprio dalla sua eccessiva flessibilità: oltre a campi standard (dimensione immagine, compressione, modello di colore ecc.), le specifiche consentono anche la definizione di campi personalizzati, rendendo particolarmente difficoltoso lo sviluppo di software in grado di gestire tutti gli aspetti del formato. Se questo non dovesse risultare sufficiente, si consideri anche il fatto che le ultime specifiche (versione 6.0) risalgono al 1992 e che, a causa della sua struttura interna, un file TIFF non può avere dimensioni maggiori di 4 GB.
I formati grafici si distinguono in bitmap e vettoriali. I primi sono utilizzati per uso fotografico i secondi per le illustrazioni. Ecco come riconoscerli.
| Tipologia | Caratteristiche | Formato |
| Bitmap | Ogni immagine è composta da una serie di punti (pixel), come se sopra l’immagine venisse posta una griglia. | TIFF,BMP,PNG,JPEG |
| Vettoriale | L’immagine è descritta come un insieme di primitive forme geometriche (punti,linee,curve e poligoni). | SVG,AI,PS |
Il particolare ingrandito di un fiore evidenzia la notevole differenza qualitativa tra l’immagine salvata in formato TIFF (sinistra) e sla stessa archiviata in formato JPEG (destra).
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