Molti dei file MP3 che possiamo comprare sul Web sono protetti con tecnologia DRM.
A cosa serve realmente? Questa è la domanda che in molti si pongono quando scoprono che i loro file MP3, regolarmente comperati tramite uno dei tanti negozi Internet, contengono al proprio interno un marcatore DRM. ln effetti si tratta di un dubbio legittimo visto che, solitamente, acquistando un oggetto se ne diventa automaticamente proprietari. Eppure, nel caso dei file MP3 e non solo, non sempre è così: la tecnologia DRM, infatti, serve proprio a stabilire limiti e modalità di utilizzo di quello che, a prima vista, sembrerebbe già nostro.
Con la sigla DRM, cioè Digital Rights Management, viene definito un insieme di tecnologie che servono per il controllo e la tutela del diritto d'autore. Spesso, per indicarle, viene usato anche il termine di filigrana digitale. ll motivo è semplice: come la filigrana inserita all'interno delle banconote ne impedisce la falsificazione, così la tecnologia DRM aggiunge al file sul quale viene applicata, una serie di informazioni nascoste che ne regolamentano l'utilizzo. In pratica, quindi, acquistando un file con certificazione DRM, non compriamo il file stesso ma solo il diritto di poterlo riprodurre con le limitazioni imposte dall'azienda, o dal rivenditore, che ce lo ha venduto. Le principali applicazioni del DRM sono tre: la certificazione di proprietà, il controllo d'accesso e infine, il controllo delle copie illegali. All'interno dei marcatori DRM, comunque, possono essere inserite ulteriori limitazioni differenti sia in base alla modalità di distribuzione, sia alle logiche di chi detiene
effettivamente i diritti d'autore sul contenuto.
Ognuna delle tre modalità principali di utilizzo della filigrana digitale serve a uno scopo ben preciso.
La certificazione di proprietà permette di identificare la copia originale e quindi l'eventuale derivazione illegale, di un qualsiasi file musicale. Nei file audio, prima di essere trasformati nel formato compresso MP3, viene inserita un'informazione aggiuntiva sui diritti d'autore grazie a una specifica tecnica che prende il nome di PCM Watermarking. Nel caso del controllo d'accesso. invece,
al file audio originale, tramite una diversa tecnologia che prende il nome di Bitstream Watermarking, viene aggiunto uno speciale marcatore che ne garantisce l'originalità. ll file così trattato può essere riprodotto solo sui lettori che sono in grado di riconoscere le informazioni di codifica e solo per il numero di volte specificato dal contratto che abbiamo sottoscritto al momento dell'acquisto. ll controllo delle copie illegali, infine, permette di risalire all'iniziale possessore dei file musicali originali. Se dei brani regolarmente acquistati risultano, in un successivo momento, disponibili gratuitamente su Internet, anche all'interno di siti personali, è possibile individuarne l'acquirente e accusarlo di violazione del diritto d'autore. Per il momento,
però, non sembra che questa tecnica abbia fermato e nemmeno rallentato il flusso di copie pirata in circolazione.
Microsoft è stata la prima azienda a livello mondiale a inserire nei propri prodotti sia l'attivazione del software tramite codice sia la gestione DRM. In particolare, Microsoft Reader, il lettore gratuito di eBook, ha introdotto il controllo tramite Internet dell'autenticità dei file relativi ai libri digitali.
Attualmente solo Universal, www.universalmusic.it/pop e Virgin, www.virginrecords.com distribuiscono file MP3 privi di restrizioni DRM. Tutte le altre aziende, comprese Apple con il suo iTunes Store e naturalmente Microsoft con MSN Music, vendono la maggior parte del proprio catalogo di file musicali applicando le restrizioni DRM. Paradossalmente, i DRM inseriti dai vari fornitori a uno stesso brano MP3 possono essere diversi fra loro e, in alcuni casi, possono addirittura impedirne l'ascolto su un lettore differente da quello originariamente usato durante l'acquisto. iTunes, per esempio, consente di riprodurre i propri file con DRM solo dopo aver registrato, tramite un'apposita procedura, il computer che si sta utilizzando.
Sul valore giuridico delle tecnologie DRM e sulla loro applicabilità esistono numerose sentenze di legge. La prima e la più importante è quella detta WTC, ovvero Wipo Copyright Treaty. Si tratta di un atto internazionale, sottoscritto nel 1996 da molti membri della World lntellectual Property Organization, che è stato implementato in Europa da una direttiva del 2001 sul copyright.
In pratica, si richiede agli stati dell'Unione Europea di attuare misure "preventive" di protezione legale in relazione all'utilizzo delle nuovo tecnologie. E’ proprio su questa base, per esempio, che è stato introdotto l'equo compenso: un costo aggiuntivo imposto, come "presunto indennizzo", sul
prezzo al pubblico delle apparecchiature elettroniche in grado di registrare contenuti audio e video e sui relativi supporti vergini. Per chi riesce a eludere o rimuovere i marcatori DRM apposti a un file o a un programma, poi, sono previste una serie di sanzioni che diventano addirittura penali nel caso l'opera di ingegno tutelata sia un "programma per elaboratori". Se, però, i DRM inseriti all'interno di un file o di un programma impediscono al legittimo possessore dello stesso di effettuarne una copia privata per uso personale, allora è la società stessa che li ha apposti che risulta essere "fuori legge" e, dunque, sanzionabile.
Per chi acquista i propri file MP3 da iTunes Store, i DRM non sono certo una novità. Quello che però non sempre si sa è che la loro presenza condiziona fortemente l'ascolto dei brani con iTunes. I file, infatti, possono essere riprodotti su un massimo di cinque computer differenti mentre la loro masterizzazione all'interno di playlist può essere realizzata solo per sette volte.
E’ possibile, invece masterizzare liberamente i singoli brani un numero illimitato di volte. Fortunatamente la sincronizzazione con l'iPod o il trasferimenlo su Apple Tv non soffrono di restrizioni. iTunes Store offre anche brani musicali, chiamati iTunes Plus, senza protezione DRM. Questi ultimi, oltre a non avere alcun tipo di limite di utilizzo, hanno una codifica di maggiore qualità.
Configurare iTunes per i DRM
Per poter ascoltare i brani con restrizioni DRM sul nosto iTunes dobbiamo selezionare il menu Store, scegliere il comando Autorizza computer.. . e inserire i nostri dati di accesso a iTunes Store.
Se abbiamo già autorizzato 5 computer a riprodurre i file MP3 con DRM, prima di poterli ascoltare su un altro PC dobbiamo usare il comando Rimuovi autoizzazione... su uno dei 5 già autorizzati.
Windows Media PLayer offre la possibilità di conoscere fin dal suo download se un brano musicale ha DRM attivi oppure no. Come prima operazione dobbiamo ripristinare la visualizzazione dei Menu: facciamo clic con il pulsante destro del mouse in un'area vuota della Barra attività e selezioniamo la voce Mostra menu classici. Successivamente, dopo aver attivato la scheda Catalogo
Multimediale, apriamo il menu Visualizza e lanciamo il comando Scegli colonne.... Facciamo scorrere il cursore all'interno della finestra Scelta colonne fino a visualizzare l'intestazione Protetto e spuntiamola. D'ora in poi, fra le varie caratteristiche dei brani musicali archiviati nel nostro PC, apparirà anche la presenza di eventuali restrizioni.
Proteggere file
Anche se non si chiamano DRM, i programmi Office offrono comunque delle tecnologie di protezione dei diritti d'autore che possono limitare l'accesso ai documenti. Oppure consentirne solo un uso parziale e limitato.
Per attribuirci la paternità di un foglio di lavoro o di un testo, possiamo utilizzare i certificati d'identità digitali, Digital lDs. Si tratta, sostanzialmente, di firme elettroniche che vengono certificate da apposite aziende.
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