12 ott 2009

Evitare truffe su eBay

Sette milioni di nuovi annunci ogni giorno. Un'automobile venduta ogni minuto, un cellulare ogni sette secondi e un paio di scarpe ogni quattro secondi. Questi sono gli stupefacenti dati di vendita comunicati ufficialmente da eBay. Per verificarlo basta collegarsi al sito: al momento di scrivere
queste righe, su www.ebay.it c'erano 690.195 oggetti in vendita. Al di là di questi numeri da capogiro,il dato che conta di più è quante di queste transazioni si chiudono regolarmente, con la soddisfazione piena di compratori, acquirenti e legittimi proprietari dei marchi venduti. Moltissime, naturalmente. La possibilità di incappare in truffe, però, sta crescendo considerevolmente. A testimoniarlo, la nascita di siti come http://truffatoriebay.blogspot.com, www.ebayabuse.it o www.antiebay.net, che riepilogano quotidianamente i tentativi di frode sul popolare sito d'aste. Per non farsi fregare, però, basta seguire qualche semplice regola.
Uno dei principali sistemi a tutela di venditori e acquirenti su eBay è quello dei feedback. Quando concludiamo una transazione siamo invitati a lasciare un giudizio sulla controparte, il feedback appunto, che può essere positivo, negativo o neutro, e un breve commento sulla transazione. Accanto a ogni annuncio, alla voce "lnformazioni sul venditore" possiamo vedere immediatamente quanti feedback ha l'utente e la percentuale di quelli positivi. Si vede anche da quanto tempo è registrato su eBay e su quale sito nazionale ha l'account. E’ un sistema utile, perché in genere una
persona che è registrata da  tempo e che ha il 100%, o poco meno, di feedback  positivi viene considerata  spesso attendibile, senza  altre verifiche. ll problema è che quello dei feedback non è un meccanismo perfetto. L'aspirante truffatore,  che ha creato un account e l'ha lasciato "dormire" per qualche tempo, nel mese precedente alla frode si costruirà una reputazione positiva facendo una decina di acquisti di oggetti di valore insignificante. Su eBay se ne trovano a migliaia, acquistabili a 0,01 euro o sterline. Di solito libri elettronici o altri beni "immateriali".
Questa strategia consente, spendendo pochissimo, di ottenere la stella che eBay rilascia dopo dieci transazioni. La stella è definita sul sito "il simbolo della tua affidabilità ed esperienza nella Community di eBay". Abbastanza per trarre in inganno gli sprovveduti, che si limitano a controllare la reputazione del venditore sulla base di un buon numero di giudizi positivi. Quello che dobbiamo fare sempre, prima di comprare qualcosa è selezionare con il mouse il numero di feedback per accedere alla pagina che ci consente di vederli in dettaglio, uno per uno. Se un venditore si presenta con pochi feedback tutti relativi a prodotti acquistati per pochissimi soldi, e non relativi a vendite, come ci si dovrebbe aspettare da qualcuno che sta vendendo, dobbiamo diffidare. E’ un po' strano infatti che un venditore che, per fare un esempio, vende 50 iPhone a 49 euro non abbia venduto mai niente in precedenza e si sia limitato a comprare degli ebook per pochi centesimi l'uno. Per arginare il fenomeno,eBay ha modificato il sistema dei feedback, rendendolo più efficiente. Per esempio sono stati rimossi molti dei feedback negativi lasciati da utenti per semplice ritorsione o precipitazione. Da ottobre 2008 è disponibile inoltre una nuova procedura che consente di rimuovere feedback lasciati in maniera affrettata, dopo che la transazione si è risolta positivamente. In questo modo sappiamo che i feedback negativi che vedremo saranno tutti genuini e li potremo tenere nella giusta considerazione.
Un altro aspetto che deve far squillare un campanello di allarme in inserzioni di questo genere è la forma di pagamento indicata dal venditore. ll sistema più sicuro per pagare gli oggetti con eBay è PayPal o i bonifici bancari e postali. In questo modo, infatti, non dobbiamo fornire i dati della nostra carta di credito a sconosciuti che potrebbero usarli per altre transazioni. Inoltre, soprattutto se i pagamenti avvengono all'interno della piattaforma eBay, questi sistemi consentono di pagare direttamente con PayPal nel momento in cui si perfeziona la transazione, permettendo a eBay di monitorare la compravendita, proprio tramite PayPal, e di intervenire con un rimborso nel caso di tentativi di truffe. Nelle inserzioni disoneste di solito non è specificato il tipo di pagamento accettato, anche perché i malintenzionati preferiscono essere pagati con altri metodi, per esempio una ricarica di PostePay. Si tratta di una forma di pagamento proibita da eBay, perché non è in alcun modo tracciabile e rappresenta, quasi sempre, un indizio del fatto che la vendita è in realtà una truffa. Per aggirare il divieto, il venditore spesso chiede all'acquirente un indirizzo di posta personale, proseguendo le comunicazioni al di fuori di eBay, una volta finita l'asta. Fornisce poi il numero di una carta prepagata, invitando a ricaricarla per l'importo della transazione. C'è anche chi chiede di essere pagato mediante Western Union o altri sistemi analoghi per il trasferimento di denaro. Tutti con la medesima caratteristica: non sono tracciabili. In casi come questi evitiamo assolutamente di concludere la transazione. Un venditore che accetta di essere pagato con PayPal, al contrario, ha buone possibilità di essere affidabile. Ma è proprio così facile truffare su eBay? Sì e no. In teoria, per registrarci dobbiamo fornire in nostri dati e il
codice fiscale, creando così un profilo con identità certa. Con lo stesso codice fiscale non potremo in pratica creare altri account. Ma il sistema è facile da aggirare. Ci si può registrare con un nome
di fantasia, recuperando il codice fiscale su siti come www.codicefiscale.com. Un altro sistema usato dai manigoldi delle aste è quello di rubare account già esistenti, tramite messaggi di phishing che sembrano inviati da eBay. Chi risponde a questi messaggi e invia i dati di accesso direttamente ai truffatori, permette loro di impadronirsi di un account regolare che usano per mettere in atto le truffe. Lo stratagemma funziona finché il regolare possessore dell'account non si accorge di essere vittima di un furto di identità. Per il compratore, in questo caso, accorgersi della truffa è piu difficile, perchè in un primo tempo i feedback saranno tutti positivi e regolari. I primi feedback negativi compariranno solo dopo le prime truffe andate a segno. In questo caso vale la solita buona regola: non comprare oggetti troppo convenienti e non pagare con sistemi non tracciabili.

Al di là delle truffe vere e proprie, quelle per cui paghiamo per un telefonino o un notebook (gli oggetti al centro della maggior parte delle frodi), su eBay c'è il rischio di comprare per buoni dei prodotti contaffatti. Come i falsi iPodd provenienti dalla Cina o i gettonatissimi bracciali "Retum to Tiffay" e le borse Vuitton sempre in vendita a prezzi stracciati. eBay di solito vigila sugli annunci di questo genere, ma qualcosa sfugge e il sito d'aste è stato denunciato sia da Tiffany,sia da Moet Hennessy Louis Vuitton. A Tiffany è andata male, perché una sentenza emessa dalla Corte distrettuale di New York ha assolto eBay stabilendo che non aspetta al sito vigilare sull'autenticità dei prodotti che sono venduti nelle aste ospitate. Appena prima un tribunale parigino ha invece condannato eBay a rifondere 40 milioni di euro a Vuitton per la vendita di oggetti falsi sostenendo la tesi diametralmente opposta che eBay è direttamente responsabile dei falsi messi in vendita sul sito. Due pesi, anzi due Stati, e due misure. Certo che se prevarrà la tesi che eBay non è responsabile dei falsi messi in vendita, comprare prodotti diventerà ancora più rischioso.

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