10 ott 2009

Asf

Nonostante servizi come YouTube abbiano cambiato le regole dei filmati sul Web, lo streaming tradizionale sopravvive grazie a formati come ASF.
Molti formati multimediali sono in realtà dei semplici contenitori che definiscono "cosa" possa essere archiviato al loro interno, lasciando a specifici codec audio/video la scelta di "come" organizzare le informazioni sui flussi. Oltre a formati AVI, Quicktime e OGG, la famiglia dei contenitori multimediali include anche ASF (Advanced Systems Format), sviluppato da Microsoft, simile, per certiversi, ad AVI ma con in più la capacità di riprodurre flussi audio /video in streaming. Uno dei punti di forza di ASF è proprio la capacità di riprodurre flussi audio/video da numerose sorgenti, senza la necessità di avere un file completo per iniziare la riproduzione.  Se abbiamo installato sul PC un player multimediale, come Windows Media Player o VLC in grado di supportare il formato ASF ed i codec utilizzati, possiamo visualizzare uno streaming ASF indipendentemente dal fatto che questo arrivi dal nostro hard disk, da un server HTTP o da un media server. ASF è inoltre compatibile con le tecnologie di DRM (Digital Rights Management), ideate per consentire a chi distribuisce i filmati di limitarne o regolarne la riproduzione in base a condizioni particolari.  Nonostante supporti un discreto numero di codec, il formato ASF viene solitamente utilizzato in combinazione con flussi audio WMA e flussi video WMV, i formati ufficiali di Microsoft per i contenuti multimediali. Oltre a ciò, ASF supporta anche dei campi simili ai tag IDv3 dei file MP3, consentendo la memorizzazione, all'interno del file, di informazioni quali l'autore del video, I'anno di registrazione o altre informazioni accessorie. La stretta relazione che intercorre tra il formato ASF e WMA/WMV è ancora più evidente se si pensa che è possibile rinominare questi ultimi in .asf e riuscire comunque a riprodurre il file.
Nonostante la versione più recente delle specifiche del formato ASF sia pubblica e ben documentata, nessuno, nemmeno Microsoft, sviluppa software che la supportino; al contrario, la precedente versione delle specifiche, incompatibile con quella più recente, non pubblicamente documentata e protetta da una serie di brevetti, è considerata quella di riferimento.
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