20 ott 2009

Creare macro

Scopriamo come rendere automatiche le operazioni più comuni con le macro di OpenOffice.org per
risparmiare tempo quando scriviamo i nostri documenti.
Dobbiamo ammetterlo: anche se siamo appassionati di computer ci sono operazioni che è impossibile rendere meno noiose, soprattutto quando abbiamo a che fare con i nostri documenti e dobbiamo, per esempio, modificare l'aspetto di una serie di parole o impaginare alcune sezioni in un modo specifico. Senza contare che spesso si tratta di procedure che, oltre a richiedere molto tempo, ripetiamo più volte nell'arco della stessa giornata. Per risparmiare tempo e "fatica" possiamo ricorrere alle Macro, che ci permettono di registrare una serie di passaggi e di applicarli come se fossero una sola istruzione. ll celebre pacchetto Open Source OpenOffice.org dispone di
un potente sistema di gestione delle macro che possiamo utilizzare per tutte le operazioni più ripetitive, ma anche per svolgere compiti più complessi.
Le Macro appartengono alla storia dell'informatica ed esistono da moltissimi anni. In fondo una delle caratteristiche fondamentali dei computer è proprio quella di poter eseguire numerose operazioni in pochissimo tempo, specialmente se queste sono particolarmente ripetitive. I programmi che ne fanno uso sono moltissimi, soprattutto quando si tratta di manipolare documenti, immagini o filmati. ll sistema utilizzato da OpenOffice.org è analogo a quello della maggior parte dei programmi più evoluti. Usando uno specifico strumento, possiamo registrare una serie di operazioni mentre le effettuiamo. Questa registrazione viene poi tradotta in un
linguaggio codificato e archiviata. Basta richiamarla per eseguire la procedura memorizzata in sequenza.
Visto che anche gli altri pacchetti per l'ufficio dispongono di strumenti analoghi, sarebbe davvero comodo poter trasportare anche le nostre macro quando passiamo da un pacchetto all'altro.
Purtroppo però ci sono dei limiti che derivano dal linguaggio utilizzato. Nel caso di Microsoft Office, per esempio, non è possibile importarle. Infatti questo usa Visual Basic per memorizzarle, mentre OpenOffice.org utilizza OpenOffice. org Basic.
OpenOffice.org non integra un filtro per le macro di Microsoft Office principalmente per questioni di licenza, tuttavia esistono alcuni programmi di altri sviluppatori in grado di effettuare la conversione. Purtroppo si tratta di strumenti privi di supporto ufficiale e la loro affidabilità, per quanto alta, non è totale. C'è anche da dire che, sebbene i due linguaggi non siano compatibili tra loro, sono piuttosto simili quindi, se abbiamo un po' di confidenza con la programmazione, possiamo tentare una conversione manuale.
Per farlo dobbiamo innanzitutto aprire l'editor di Microsoft Office e copiare l'intera macro. Avviamo poi OpenOffice.org, dal menu Strumenti, selezioniamo la voce Macro, quindi Organizza macro e,
infine, OpenOffice.org Basic. Qui alla voce Gestisci possiamo creare un nuovo modulo, una "raccolta" di Macro. Una volta creato, usando il tasto Modifica abbiamo accesso all'editor di OpenOffice.org, nel quale possiamo incollare il testo e iniziare a lavorare per modificarlo e verificarne il funzionamento.
La possibilità di scrivere le macro in un linguaggio di programmazione è la soluzione ideale per chi li conosce a fondo, ma rischia di diventare troppo complicata per chi deve semplicemente svolgere lavori di routine, come modificare il colore di un carattere o la spaziatura di un paragrafo. Per questo tipo di macro si può usare un metodo più tradizionale che permette di registrare le operazioni effettuate e lasciare che sia OpenOffice.org a "tradurle" in linguaggio. In questo caso l'unica cosa che dobbiamo fare è dare un nome alla nostra macro e, una volta terminata la registrazione, decidere se si tratta di una funzione specifica del documento o dedicata a tutto il programma.
ll sistema di gestione delle macro di OpenOffice.org è decisamente potente e versatile. Infatti, oltre a utilizzare il linguaggio proprietario ne possiamo sfruttare altri fra quelli più diffusi, come Python,
BeanShell e Javascript. Quest'ultimo, in particolare, merita attenzione visto che è stato molto rivalutato negli ultimi anni, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo di pagine web. Inoltre vista la natura Open Source di OpenOffice.org in rete è possibile trovare numerosi moduli di terze parti per utilizzare altri linguaggi oltre a quelli disponibili di base. Ricordiamoci però che le macro prodotte in linguaggi non standard possono essere utilizzate solo da chi dispone dello stesso modulo.
Le macro possono venirci in aiuto in due situazioni particolari: con questa funzione possiamo
da un lato "costruire" uno strumento per semplificare il nostro lavoro ogni volta che usiamo OpenOffice.org, dall'altra possiamo usarle per creare una funzione specifica per un determinato documento. ll secondo caso è comune soprattutto per quanto che riguarda i fogli elettronici, in cui spesso è necessario analizzare il contenuto. La gestione delle macro di OpenOffice ci permette di scegliere dove salvare ogni funzione. Basta aprire la finestra di organizzazione delle macro per decidere se memorizzarle fra le Macro personali, fra quelle di OpenOffice.org oppure all' interno
del documento.Se decidiamo di includere una macro all'interno del documento dobbiamo tenere a mente una cosa. Le impostazioni di base dell'ultima versione di OpenOffice.org, infatti, non permettono di utilizzare quelle presenti all'interno di documenti che non abbiamo creato personalmente. Questo serve per impedire minacce alla sicurezza, visto che i linguaggi supportati
permettono anche operazioni potenzialmente dannose. Se divulghiamo il documento, per esempio inviandolo ad amici o colleghi per posta elettronica, ricordiamoci di avvisarli della presenza di una macro. In questo modo sapranno di poter modificare senza timore le impostazioni di sicurezza.
Se siamo alle prese con le macro di Microsoft Office vogliamo importarne le funzioni in un documento di OpenOffice.org, purtroppo il pacchetto principale non ci fornisce un grande aiuto. Per fortuna il mondo delle applicazioni gratuite ci mette a disposizione pacchetti derivati che possono fare al caso nostro. ll primo è OxygenOffice Professional, http://ooop.wiki.sourceforge.net, derivazione della distribuzione ufficiale che include anche il supporto per il linguaggio VBA usato da Microsoft Office. Se non ci spaventa il cambio di sistema operativo, la versione di Open0ffice inclusa in Ubuntu Linux, www.ubuntu.com, dispone di una funzione aggiuntiva per interpretare le macro di Microsoft Office incluse nei fogli di calcolo. Infine anche Lotus Symphony, http://symphony.lotus.com pacchetto gratuito promosso da lBM, dispone di un filtro per l'importazione delle macro.
Se le soluzioni gratuite non ci sono di aiuto, possiamo ricorrere a Star Office , http://it.sun.com/products/staroffice/. Questo pacchetto a pagamento distribuito da Sun Microsystems ha molte caratteristiche in comune con OpenOffice.org, ma dispone di una serie di funzioni aggiuntive. Fra queste trova anche uno strumento di migrazione per agevolare
il passaggio dai formati proprietari di Microsoft Office a quello Open Document, usato dalla maggior parte dei pacchetti Open Source. In questo strumento è incluso un filtro per la trasposizione delle macro.
Le macro vengono spesso utilizzate per fare lavori piuttosto ripetitivi ed è probabile che qualcuno abbia già incontrato in passato un problema simile al nostro. Cercando sulla Rete è possibile trovare qualche macro già preparata da altri appassionati, ma spesso la ricerca è piuttosto lunga.
Prima di lanciarci in complicate ricerche proviamo a controllare il sito
www.ooomacros.org, dove possiamo trovare una vasta raccolta di risorse. ll sito purtroppo è in lingua inglese, ma contiene una quantità davvero notevole di funzioni aggiuntive per OpenOffice.org.
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Creare un macro con OpenOffice
Come prima cosa selezioniamo l'elemento che vogliamo elaborare con la nostra macro. Per esempio un paragrafo di testo per modificarne l'impaginazione.
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Una volta scelto quello che ci interessa elaborare apriamo il menu Strumenti, poi Macro e infine Registra macro per avviare la procedura di registrazione.
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L’unico particolare che possiamo notare è la piccola finestra registra macro sullo schermo. Per terminare la memorizzazione delle operazioni facciamo clic su Termina registrazione.
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Una volta terminata la registrazione dobbiamo assegnare un nome alla macro e specificare dove salvarla. ll percorso proposto da OpenOffice.org è perfetto per le macro di uso generale.
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Per assegnare una scorciatoia da tastiera alla macro che abbiamo appena realizzato dobbiamo prima di tutto aprire il menu Personalizza,dalla voce Strumenti.
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Nella finestra che si apre facciamo clic sulla scheda Tastiera.Qui possiamo vedere tutte le associazioni già presenti. In basso possiamo scegliere le funzioni.
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Nella prima finestra in basso scorriamo l'elenco fino alla voce OpenOffice.org - Macro. All'interno dei menu troviamo quella che abbiamo registrato. Selezioniamola per proseguire.
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Dalla finestra Combinazione tasti scegliamo una combinazione libera e facciamo clic su Cambia. D'ora in poi ogni volta che premiamo la combinazione scelta avvieremo la macro.
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Oltre a garantire il supporto per le macro, la nuova versione di OpenOffice, permette di includere anche Estensioni, che espandono le funzionalità del pacchetto in modo più efficiente. Come succede in molti altri programmi, il pacchetto funziona da "base" perché gli sviluppatori possano creare nuove funzioni o piccole applicazioni il cui funzionamento dipende da OpenOffice.org.
Possiamo controllare la lista di quelle disponibili all'indirizzo http://extensions.services.openoffice.org. Controlliamo attentamente la scheda di quelle che ci possono interessare, prima di scaricarle. Anche se la maggior parte delle estensioni disponibili può essere usata liberamente in maniera gratuita, infatti, alcune sono distribuite a pagamento.

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